di Lorenzo Rosa Dopo oltre tre anni di chiusura, il Caffè Contarena riaccende le luci e torna a essere uno dei luoghi simbolo della vita cittadina. Lo storico locale affacciato su piazza Libertà, all’interno di Palazzo D’Aronco, riapre con la gestione di Signorvino, marchio del Gruppo Calzedonia, che si è aggiudicato la concessione per i prossimi nove anni. Il locale sarà aperto sette giorni su sette, con l’obiettivo di riportare nel cuore della città un punto di incontro capace di coniugare tradizione e nuove esigenze del pubblico. Per Udine non si tratta semplicemente dell’apertura di un nuovo esercizio commerciale. La riapertura del Contarena rappresenta il recupero di un luogo che per generazioni ha accompagnato la quotidianità della città. Per decenni il caffè è stato il salotto buono di Udine, ritrovo di professionisti, commercianti, amministratori, giornalisti, studenti e turisti. Sedersi ai tavolini del Contarena significava osservare il cuore della città pulsare davanti a sé, tra il via vai sotto la Loggia del Lionello e gli appuntamenti in piazza Libertà. Le sue origini affondano nella storia della città e il locale ha attraversato epoche diverse, cambiando gestione ma mantenendo sempre un ruolo centrale nella vita sociale udinese. Qui si sono intrecciate conversazioni, discussioni politiche, incontri di lavoro e momenti di svago, facendo del Contarena uno dei locali più conosciuti e amati del centro storico. Negli ultimi anni la lunga chiusura aveva lasciato un vuoto evidente in uno degli angoli più prestigiosi di Udine. L’Amministrazione comunale ha avviato un percorso di recupero degli spazi, intervenendo con lavori di restauro e valorizzazione degli ambienti storici, mentre Signorvino ha investito nell’allestimento e nelle dotazioni tecnologiche del locale, con l’obiettivo di inserirlo nella propria rete nazionale (è il 44esimo punto vendita) mantenendone il prestigio e l’identità. «Restituire alla città lo storico Caffè Contarena significa recuperare un luogo simbolico della vita cittadina», ha sottolineato il sindaco Alberto Felice De Toni, evidenziando come l’arrivo di un marchio internazionale rappresenti anche un importante segnale della capacità attrattiva di Udine. Sulla stessa linea il vicesindaco e assessore al Commercio e al Turismo Alessandro Venanzi, che vede nell’investimento del Gruppo Calzedonia un segnale concreto della ritrovata vitalità del centro storico. Il nuovo Contarena punta infatti a diventare nuovamente un luogo di aggregazione, frequentato non solo dagli udinesi, ma anche dai numerosi visitatori che scelgono la città. Anche l’assessora al Patrimonio Gea Arcella ha ricordato il lavoro svolto per restituire gli ambienti al loro splendore originario, sottolineando come la riapertura si inserisca nel più ampio progetto di valorizzazione di Palazzo D’Aronco e dei suoi spazi. La sfida sarà quella di coniugare il fascino della tradizione con un’offerta moderna. Il marchio Signorvino porterà la propria formula basata sulla valorizzazione del vino italiano e della ristorazione di qualità, ma sarà soprattutto chiamato a raccogliere un’eredità importante: far tornare il Contarena quel luogo di incontro e socialità che, per oltre un secolo, ha rappresentato una delle immagini più riconoscibili del centro storico di Udine. La riapertura segna anche un cambiamento culturale. Il Contarena non rinasce come il tradizionale caffè che gli udinesi hanno conosciuto per decenni, ma come enoteca con cucina, secondo il format di Signorvino. Cambiano, quindi, la proposta commerciale e, almeno in parte, il modo di vivere questo spazio. Se un tempo il locale era il punto d’incontro per un caffè, un quotidiano sfogliato al tavolino o una breve pausa durante la giornata, oggi punta a diventare un luogo dove fermarsi più a lungo, tra degustazioni, aperitivi e ristorazione. È il segno di come siano cambiati i centri storici e le abitudini di consumo. I caffè storici, un tempo luoghi della conversazione e della vita cittadina, devono confrontarsi con un mercato diverso, in cui l’offerta enogastronomica rappresenta spesso la chiave per garantire sostenibilità economica e attrattività. La sfida sarà quella di conservare l’anima del Contarena, mantenendolo un luogo aperto alla città e non soltanto un’insegna prestigiosa in uno degli angoli più belli di Udine. Per molti udinesi il Contarena resterà sempre “il Contarena”, indipendentemente dall’insegna. Saranno il tempo, la qualità dell’accoglienza e la capacità di creare nuovamente relazioni e occasioni di incontro a dire se il nuovo corso riuscirà a raccogliere l’eredità di uno dei locali più iconici della città. C’è poi un aspetto strettamente imprenditoriale che non va trascurato. Gestire il Contarena non è semplice. Gli spazi sono ampi, i costi di gestione elevati e la posizione prestigiosa comporta standard di servizio altrettanto importanti. Per questo motivo l’arrivo di un gruppo strutturato come Signorvino, appartenente al Gruppo Calzedonia, rappresenta probabilmente una delle poche soluzioni in grado di garantire continuità e solidità a lungo termine. Negli ultimi anni il settore della ristorazione ha visto crescere sensibilmente i costi del personale, dell’energia e delle materie prime. Mantenere economicamente sostenibile un locale storico di queste dimensioni richiede capacità finanziaria, organizzazione e una rete consolidata. Un marchio nazionale può contare su economie di scala, forza contrattuale e una clientela fidelizzata, elementi difficilmente alla portata di un gestore indipendente. È una trasformazione che può suscitare nostalgia in chi ricorda il Contarena come il caffè di una volta, ma che va letta anche alla luce delle profonde evoluzioni del mercato. Se l’obiettivo è restituire vita a uno spazio rimasto chiuso per oltre tre anni, la presenza di un operatore di rilievo internazionale aumenta le possibilità che questo luogo continui a essere vissuto e frequentato, evitando il rischio di nuove chiusure. La sfida sarà quella di dimostrare che una gestione moderna e organizzata può convivere con la memoria e l’identità di uno dei locali simbolo di Udine. 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