di Lorenzo Rosa

Un nuovo passo avanti per dare impulso all’iter della proposta di legge sulle Comunità marine. La Regione Friuli Venezia Giulia porterà infatti il tema all’attenzione della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, con l’obiettivo di promuovere un atto condiviso che impegni il Parlamento a concludere in tempi brevi il percorso di approvazione della legge.

L’annuncio è arrivato a Lignano Sabbiadoro al termine del IX Destination Summit del G20Spiagge, che dal 23 al 25 settembre ha trasformato la località friulana in punto d’incontro nazionale delle principali destinazioni balneari italiane. Tre giornate di incontri, tavoli di lavoro e confronti tra sindaci, amministratori, rappresentanti delle Regioni, esperti e operatori economici per affrontare le città costiere a forte vocazione turistica.

Il G20Spiagge riunisce alcune delle maggiori destinazioni balneari del Paese, realtà che complessivamente registrano circa 55 milioni di presenze turistiche all’anno, pari a circa il 12 per cento del totale nazionale. Sono le cosiddette “città-fisarmonica”: Comuni con una popolazione residente relativamente contenuta che durante la stagione estiva vedono moltiplicarsi le persone presenti sul proprio territorio e devono conseguentemente potenziare servizi, sicurezza, mobilità, raccolta dei rifiuti, manutenzioni e strutture pubbliche.

Proprio questa particolarità è alla base della proposta di legge sulle Comunità marine. L’obiettivo è riconoscere sul piano normativo la specificità delle località costiere nelle quali la popolazione effettiva, per diversi mesi all’anno, è molto superiore a quella risultante dai registri anagrafici. Il riconoscimento avrebbe conseguenze concrete soprattutto sul fronte delle risorse e dell’organizzazione dei servizi. La popolazione stagionale diventerebbe infatti un parametro da considerare per dimensionare i servizi pubblici e determinare i fabbisogni dei Comuni. Per realtà come Lignano Sabbiadoro significherebbe poter programmare con criteri maggiormente aderenti alla realtà servizi come polizia locale, viabilità e trasporti, gestione del territorio e dell’ambiente e, più in generale, quelle attività comunali che nei mesi di maggiore affluenza devono essere fortemente potenziate.

Il principio è semplice: una città turistica deve poter disporre di strumenti e risorse commisurati non soltanto al numero dei residenti, ma anche alle persone che effettivamente ospita e serve. Un Comune di poche migliaia di abitanti che durante l’estate accoglie decine di migliaia di turisti ogni giorno deve infatti sostenere costi e affrontare esigenze proprie di una città molto più grande.

È stato questo uno dei fili conduttori del Summit di Lignano. I lavori si sono aperti con l’Assemblea dei sindaci soci e dei nuovi aderenti, per proseguire con tavoli tematici e momenti di confronto nei quali le diverse località hanno messo in comune esperienze, problemi e possibili soluzioni.

Al centro degli incontri sono stati posti alcuni dei temi decisivi per il futuro delle destinazioni balneari: la gestione dei grandi flussi turistici e degli accessi, i nuovi modelli di accoglienza, la destagionalizzazione, il turismo di fascia alta, il turismo congressuale e MICE, la progettazione e la riqualificazione dei fronti mare e la capacità delle città turistiche di garantire servizi adeguati anche nei periodi di massima pressione. Un confronto specifico è stato dedicato anche alla comunicazione dei Comuni aderenti al G20Spiagge e alla possibilità di sviluppare iniziative e campagne comuni.

La giornata conclusiva, con il convegno nazionale “Il mare è una città. Comunità Marine: governare il futuro delle coste italiane”, ha portato il confronto sul piano istituzionale. Sindaci, rappresentanti delle Regioni e delle categorie economiche hanno discusso della necessità di riconoscere le peculiarità amministrative e finanziarie delle località turistiche costiere.

Particolarmente significativo il confronto tra Friuli Venezia Giulia, Veneto e Toscana sulle priorità delle comunità marine e lacuali. È in questo contesto che l’assessore regionale alle Attività produttive e Turismo, Sergio Emidio Bini, ha annunciato l’intenzione del Friuli Venezia Giulia di portare la questione all’attenzione della Conferenza delle Regioni, con l’obiettivo di arrivare a una posizione condivisa che solleciti il Parlamento ad accelerare l’approvazione della legge.

Per il Sindaco di Lignano Sabbiadoro, Laura Giorgi, si tratta di un passaggio particolarmente significativo:

«La proposta di legge sulle Comunità marine ha bisogno di una nuova spinta. Il lavoro fatto finora è importante, ma non possiamo permetterci che un tema così concreto per il futuro delle nostre destinazioni rimanga fermo nei tempi parlamentari. Per questo accogliamo con grande soddisfazione l’annuncio formulato dall’assessore regionale alle Attività produttive e Turismo, Sergio Emidio Bini, circa la decisione della Regione Friuli Venezia Giulia di portare la questione nella Conferenza delle Regioni e di chiedere un’accelerazione dell’iter.

È importante ricordare che il Friuli Venezia Giulia non arriva oggi su questo tema. Nel settembre 2024 il Consiglio regionale approvò all’unanimità una mozione a sostegno del percorso per il riconoscimento dello status di Comunità. Quella fu una scelta lungimirante, che oggi trova una nuova e importante prosecuzione.»

Il Summit ha consentito così alle amministrazioni di mettere a confronto realtà diverse ma accomunate dallo stesso problema: governare territori nei quali il numero degli abitanti cambia radicalmente nell’arco dell’anno. Dal turismo dei grandi eventi alla gestione della vita notturna, dalla sicurezza alla mobilità, dalla riqualificazione urbana alla qualità dell’offerta turistica, la necessità emersa è quella di dotare questi Comuni di strumenti amministrativi e finanziari capaci di seguire le dimensioni reali delle loro comunità nei periodi di maggiore affluenza.

«Il fatto che oggi la Regione Friuli Venezia Giulia scelga di portare questa battaglia nella Conferenza delle Regioni è per noi un segnale importante – conclude Giorgi –. È la conferma che il percorso iniziato anni fa non si è fermato. Il Friuli Venezia Giulia ci ha creduto e oggi torna a mettere in campo il proprio peso istituzionale. Da Lignano è arrivata una voce forte e condivisa delle principali destinazioni balneari italiane. Adesso è il momento che anche il Parlamento faccia la sua parte e porti a conclusione l’iter della legge.»

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