di Lorenzo Rosa

La XIV Borsa Internazionale Mirabilia cala il sipario a Udine lasciando sul campo numeri che vanno oltre le aspettative e confermano il Friuli Venezia Giulia come piattaforma strategica per il Made in Italy d’eccellenza. «Mirabilia conferma la capacità del Friuli Venezia Giulia di presentarsi sui mercati nazionali e internazionali con una proposta identitaria forte, fondata su turismo culturale, siti Unesco, produzioni agroalimentari di qualità e artigianato», ha sottolineato l’assessore regionali alle Attività produttive e turismo Sergio Emidio Bini, intervenuto al convegno istituzionale della manifestazione. Un ritorno, dopo dieci anni, che per la Regione rappresenta «un’occasione preziosa per le imprese» e rafforza il percorso compiuto per fare sistema e raccontare il Friuli Venezia Giulia con una voce riconoscibile.

La manifestazione, ospitata a Udine Esposizioni, ha visto la partecipazione di quasi 500 delegati tra vertici camerali, buyer internazionali e seller da tutta Italia, mettendo in moto un indotto significativo per il comparto dell’accoglienza e riempiendo le strutture ricettive ben oltre il solo capoluogo friulano. «Un evento capace di generare una ricaduta immediata e tangibile», ha commentato il presidente della Camera di Commercio Pordenone-Udine Giovanni Da Pozzo.

Si è conclusa così una tre giorni intensa, iniziata lunedì con lo study tour istituzionale che ha portato i presidenti e i segretari generali delle 22 Camere di Commercio del network tra i mosaici di Aquileia, la stella di Palmanova e le vestigia longobarde di Cividale, e proseguita martedì con il convegno inaugurale moderato da Tessa Gelisio. In quella sede, tra riflessioni sull’intelligenza artificiale come “bussola digitale” e il ruolo della cucina italiana patrimonio Unesco come driver di export, è stata tracciata la visione di un turismo capace di tenere insieme radici e futuro, memoria e innovazione, identità e mercato. Il cuore pulsante dell’evento è stato però il padiglione 6 di Udine Esposizioni: 2.500 incontri B2B “one to one” programmati in quarantotto ore, con 1.192 appuntamenti dedicati al comparto Food e 1.296 focalizzati sul Turismo. Oltre 300 le aziende seller italiane coinvolte, di cui 53 provenienti da Pordenone e Udine, che si sono confrontate con più di 100 buyer internazionali. Una platea globale composta da mercati consolidati come Usa, Canada, Francia, Germania e Spagna, ma anche da Paesi emergenti e originali come Sudafrica, Brasile, Argentina, Giappone, Corea del Sud, Messico, Armenia, Georgia e Uzbekistan.

Bini ha evidenziato il valore strategico di questo posizionamento, ricordando che il turismo è ormai «un asset economico centrale». La Regione, ha spiegato, ha investito con decisione sulla promozione identitaria, superando la frammentazione dei tanti marchi territoriali e puntando sul brand unitario “Io sono Friuli Venezia Giulia”, divenuto il segno riconoscibile della presenza regionale nelle campagne, negli eventi e nelle iniziative di promozione in Italia e all’estero.

Particolare rilievo è stato dato anche ai cinque siti Unesco del Friuli Venezia Giulia: Aquileia, Cividale del Friuli, Palmanova, il Palù di Livenza e le Dolomiti Friulane. Nel 2025 i Comuni che li ospitano hanno registrato 370.716 presenze turistiche, con una crescita del 10,6 per cento rispetto al 2024 e del 23 per cento rispetto al 2019. «Questi dati dimostrano che turismo culturale, borghi, luoghi autentici e produzioni legate al territorio sono oggi tra i principali elementi di attrattività», ha aggiunto l’assessore, indicando come sfida decisiva la capacità di fare squadra tra istituzioni, associazioni di categoria, operatori e imprese, superando i campanilismi locali e condividendo obiettivi, strumenti e visione.

Per il presidente Da Pozzo, il bilancio è estremamente positivo proprio per la capacità dell’ente camerale di rispondere alla sua missione primaria. «Mirabilia è stata un successo perché ha saputo unire la riflessione alta su temi fondamentali come cultura e innovazione alla concretezza del lavoro e degli affari — ha commentato —. Il nostro obiettivo come Camera di Commercio è dare strumenti reali alle imprese per stare sul mercato e questo appuntamento ha centrato il bersaglio. Possiamo dire di aver segnato un gol pesantissimo a favore del sistema economico locale e nazionale, consolidando un modello dove la bellezza si trasforma anche in fatturato e occupazione».

La soddisfazione ha attraversato trasversalmente i padiglioni nelle voci di chi Mirabilia l’ha vissuta sul campo. Marco Alberti, della storica La Casa del Prosciutto di San Daniele, ha sottolineato la peculiarità del format rispetto alle fiere tradizionali: «A Mirabilia si respira un’aria diversa. Qui trovi buyer realmente interessati, professionisti che hanno il desiderio e, soprattutto, il tempo di ascoltare la storia che c’è dietro un prodotto d’eccellenza. Potersi sedere e conoscersi davvero è ciò che fa nascere collaborazioni durature».

Una visione condivisa da Fabiana Bon, titolare dell’Hotel Ai Dogi di Palmanova, presente fin dalla prima edizione udinese di dieci anni fa: «Partecipare a ogni singola edizione mi ha permesso di vedere crescere questa rete. Oltre ai contatti preziosi con buyer di Usa, Canada, Giappone e con una nutrita delegazione ungherese interessata a pacchetti su misura, Mirabilia è un momento in cui il territorio si presenta unito e riconoscibile, con una forza che il singolo operatore non potrebbe avere».

L’entusiasmo contagia anche chi è approdato alla Borsa per la prima volta, come Adelia Di Fant, produttrice di cioccolato artigianale: «Per anni mi hanno suggerito di partecipare e oggi che ci sono dico che è stata una decisione vincente. La qualità delle opportunità di business è alta e ho avuto la possibilità di scoprire mercati nuovi e nicchie di consumo». Sulla stessa lunghezza d’onda Jessica Dorbolò, del noto marchio di gubane, che ha trovato una platea curiosa e pronta alla scoperta: «Molti buyer non conoscevano il nostro prodotto tipico, tranne uno che cercava esattamente questa eccellenza. È la prova che dobbiamo lavorare sulla narrazione del prodotto, perché una volta scoperto, il nostro saper fare non ha rivali». Anche per la casa vinicola Rosaro, attraverso la export manager Nadia Lamilia, il networking è stato il valore aggiunto: «Si sono aperte porte inaspettate e la qualità del dialogo commerciale è stata eccellente. Mirabilia ti permette di entrare in un circuito di relazioni che va oltre il singolo ordine: ci siamo già segnati in agenda l’edizione di Bari per il prossimo anno per non perdere questo slancio».

La Regione, ha ricordato Bini, accompagna questo percorso anche con misure concrete: il Fondo Turismo, aperto dal 15 giugno con una dotazione iniziale di 3 milioni di euro e una premialità per gli interventi nei siti Unesco; il bando per le strutture ricettive a quattro o più stelle; il nuovo canale per l’artigianato tipico, dedicato alle produzioni legate all’identità dei territori.

«Mirabilia — ha concluso l’assessore — aiuta il Friuli Venezia Giulia a mettere a fattor comune le proprie eccellenze e a presentarsi unito verso nuovi mercati. La Regione accompagna questo percorso con risorse, strumenti e una strategia chiara: valorizzare ciò che rende unico il nostro territorio e trasformarlo in crescita per le imprese e per le comunità».

La chiusura udinese lascia dunque un bilancio fortemente positivo e prepara il passaggio all’edizione 2027 di Bari. Udine e il Friuli Venezia Giulia consegnano al network Mirabilia un modello chiaro: bellezza, cultura, agroalimentare, artigianato e innovazione possono diventare, insieme, una leva concreta di sviluppo economico e promozione internazionale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *