Maxi operazione dei Carabinieri all’alba di oggi, 1 luglio 2026, a Udine. I militari della Compagnia cittadina, supportati dal Nucleo Elicotteri (NEC) di Bolzano e dalle unità cinofile di Aviano, hanno fatto scattare 15 misure cautelari in carcere. L’ordinanza, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Trieste su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia (DDA), colpisce un’organizzazione accusata di associazione finalizzata al traffico, detenzione e cessione illecita di sostanze stupefacenti. Le segnalazioni dei residenti e l’indagine L’inchiesta è nata a fine 2024 proprio grazie alle numerose segnalazioni dei cittadini residenti a Borgo Stazione, esasperati dall’attività di spaccio gestita da cittadini stranieri nel quartiere. I militari della Sezione Operativa di Udine hanno quindi avviato una complessa attività tecnica di indagine, conclusasi nell’estate del 2025, che ha permesso di portare alla luce un giro d’affari enorme. Un’area dismessa di 72.000 mq come quartier generale I dettagli emersi dall’indagine delineano una struttura criminale radicata e organizzata nei minimi dettagli: Il fortino della droga: Una maxi area industriale dismessa di 72.000 metri quadrati, poco distante da Borgo Stazione, era stata trasformata in un vero e proprio mercato della droga aperto 24 ore su 24, protetto e presidiato da “vedette”. Qui convergevano acquirenti di cocaina e hashish da tutta la Regione. L’intera area è stata posta sotto sequestro. I ruoli della banda: Al vertice dell’organizzazione c’erano due cittadini pachistani (ora in carcere), coadiuvati da spacciatori di nazionalità afghana e marocchina. Il trasporto dello stupefacente era invece affidato a due donne, una ucraina e una italiana. I guadagni e gli “stipendi”: Il giro d’affari era milionario. Gli inquirenti hanno stimato incassi giornalieri compresi tra i 10.000 e i 20.000 euro. I gregari ricevevano un vero e proprio “stipendio mensile” che oscillava tra i 1.500 e i 2.000 euro a seconda del ruolo. I canali del rifornimento: La cocaina arrivava dalla Slovenia e dalla provincia di Bergamo, mentre l’hashish veniva approvvigionato nel milanese. I numeri del maxi blitz Il bilancio complessivo dell’attività investigativa fotografa la portata dell’operazione: 15 persone colpite da ordinanza di custodia cautelare in carcere oggi; 19 soggetti già arrestati in flagranza di reato nel corso delle indagini; 6 kg di sostanza stupefacente sequestrata (più altri 250 grammi di hashish rinvenuti a carico di ignoti durante il blitz odierno); Circa 180 assuntori segnalati alle Autorità competenti. Nota di garanzia: Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. Le acquisizioni investigative hanno natura provvisoria e i provvedimenti cautelari hanno carattere non definitivo. In virtù del principio della presunzione di innocenza, le persone sottoposte a indagini non possono essere considerate colpevoli prima dell’accertamento definitivo della responsabilità. Navigazione articoli Udine: controllato allevamento avicolo, 9 mila euro di multa Udine: litigano fra loro e infrangono vetro di un auto in sosta