La Bandiera Blu non è un semplice vessillo da esibire, ma la sintesi di un lavoro continuo che riguarda qualità ambientale, servizi, sicurezza e gestione del territorio. Un riconoscimento che, anche nel 2026, conferma la solidità del sistema turistico dell’Alto Adriatico, con Lignano Sabbiadoro e Bibione tra le località di riferimento. Nel comprensorio nautico di Lignano, i quattro approdi premiati — D-Marin Marina Punta Faro Resort, Darsena Porto Vecchio, Porto Turistico Marina Uno Resort e Marina Punta Verde — rappresentano un modello consolidato, basato su investimenti costanti, attenzione alla sostenibilità e qualità dell’accoglienza. Un sistema che negli anni ha trasformato la gestione dei marina in un processo integrato: controllo dei consumi energetici e idrici, gestione dei rifiuti, sicurezza e formazione del personale. «Il riconoscimento finale è soltanto la parte visibile di un lavoro che prosegue durante tutto l’anno», sottolinea Giorgio Ardito, presidente del Consorzio Marine Lignano. Mantenere la Bandiera Blu significa rispettare criteri stringenti fissati dalla Foundation for Environmental Education: qualità delle acque, raccolta differenziata, gestione dei rifiuti speciali, accessibilità, servizi ai diportisti e attività di educazione ambientale. Lo stesso approccio si ritrova anche a Bibione, dove la Bandiera Blu rappresenta una costante nel percorso di sviluppo della località. Il riconoscimento è stato conferito per la prima volta nel 1987 e da allora accompagna l’evoluzione della destinazione, assegnato ogni anno nel mese di maggio alle località costiere europee che garantiscono elevati standard in termini di qualità delle acque, gestione della costa, servizi e attività di educazione ambientale. A Bibione il sistema Bandiera Blu riguarda sia le spiagge sia gli approdi turistici. In questo ambito si distingue Porto Baseleghe, tra gli approdi italiani premiati, che ha ottenuto il riconoscimento anche grazie a un percorso strutturato di sostenibilità legato alla certificazione EMAS del polo turistico. Un passaggio che consolida scelte gestionali orientate alla tutela ambientale, all’efficienza e alla qualità complessiva dei servizi offerti. Il dato complessivo rafforza il posizionamento dell’area: tra Lignano, Bibione e Aprilia Marittima si sviluppa uno dei poli nautici più rilevanti del Mediterraneo, con oltre 6.000 posti barca. Un’infrastruttura che oggi non può più prescindere dalla sostenibilità, diventata elemento competitivo oltre che identitario. Guardando all’intero Friuli Venezia Giulia, il 2026 conferma una presenza diffusa della Bandiera Blu lungo la costa regionale. Oltre a Lignano Sabbiadoro, il riconoscimento è stato assegnato anche a Grado, Marano Lagunare e Duino Aurisina, a testimonianza di una strategia che coinvolge l’intero litorale, dalle spiagge lagunari fino all’area triestina. Sul fronte dei marina, la regione consolida numeri di primo piano: con 15 approdi premiati, il Friuli Venezia Giulia si conferma la seconda realtà italiana per numero di porti turistici certificati, alle spalle della Liguria. Un risultato che evidenzia come la nautica regionale stia evolvendo verso modelli gestionali sempre più avanzati, nei quali qualità ambientale, servizi e sicurezza non sono più elementi distinti, ma parti di un unico sistema. La Bandiera Blu, in questo contesto, diventa quindi non solo un indicatore di eccellenza, ma uno strumento di competitività territoriale, capace di orientare scelte, investimenti e strategie lungo tutta la filiera turistica dell’Alto Adriatico. Navigazione articoli 7 giorni Giugno 2025 Città fiera premia la tua classe, ecco i vincitori 2026!