di Giuseppe Passoni

C’è già un risultato che nulla e nessuno potrà cancellare: ancora una volta la UEB Gesteco Cividale ha dimostrato di appartenere stabilmente all’élite della Serie A2. E lo ha fatto nel modo che più somiglia alla sua identità: soffrendo, sorprendendo, andando oltre ogni pronostico.

La semifinale play-off contro la Rinascita Basket Rimini, conquistata sul campo dopo l’eliminazione della “bestia nera” Rieti, rappresenta già una pagina storica per il club del presidente Davide Micalich, nonostante l’esito avverso della serie decisa dalle 2 vittorie ottenute dai romagnoli al PalaFlaminio. Nei quarti di finale i gialloblù avevano invece espugnato due volte il PalaSojourner, chiudendo la serie sul 3-1 a loro favore, contro una squadra che negli ultimi anni aveva spesso rappresentato un ostacolo durissimo.

Eppure, il cammino stagionale non era stato affatto semplice. La Gesteco ha dovuto convivere a lungo con l’assenza del totem Freeman, perdere nel corso dell’andata la stella Francesco Ferrari e affrontare anche la partenza di Mastellari nella fase decisiva della regular season, e inserire in corsa nuove pedine come Costi, Campogrande e a gettone Toni Rocak. Nonostante tutto, la squadra di coach Pillastrini ha saputo chiudere al quinto posto la stagione regolare, conquistando i play-off dalla porta principale e confermandosi realtà solidissima del campionato.

A rendere ancora più speciale questa annata fa fede poi il successo in Supercoppa conquistato a settembre, primo trofeo nazionale della storia del club, e soprattutto la crescita di diversi giovani talenti valorizzati all’interno di un sistema tecnico e umano ormai riconosciuto in tutta Italia.

La serie con Rimini, purtroppo affrontata con il roster incompleto e non al meglio della condizione in alcuni elementi a causa di infortuni, resterà in ogni caso nella memoria collettiva grazie alla prestazione irreale di Lucio Redivo in gara 2 al PalaGesteco: 48 punti, record assoluto per i play-off di categoria, in un pomeriggio destinato a entrare nella leggenda gialloblù.

Adesso per la società di Davide Micalich è arrivato il momento per fare analisi e sintesi di questa ennesima strepitosa stagione e procedere verso l’apertura di un nuovo ciclo capace di mantenere alta l’asticella, con nuovi protagonisti; non prima però di aver salutato con affetto alcuni pilastri che sono in partenza verso altri lidi, con in testa Marangon e capitan Rota.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *